Crimini d’odio

La legge italiana punisce i crimini d’odio commessi per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi ma il Parlamento non è ancora intervenuto per proteggere la popolazione LGBTI, dal momento che i disegni di legge finora presentati per introdurre i reati di omofobia e transfobia sono stati più volte respinti.

I crimini d’odio sono dei reati motivati dal pregiudizio verso un particolare gruppo di persone con caratteristiche comuni. È un crimine d’odio quel reato commesso contro una persona perchè ad esempio è straniera, o gay, oppure perchè appartiene ad un certo gruppo religioso.Chi commette un crimine d’odio individua infatti la sua vittima sulla base della sua appartenenza ad un determinato gruppo.

Il progetto RAC•CONTA raccoglie dati su crimini d’odio motivati da orientamento sessuale, identità di genere ed espressione di genere.

Attenzione: non importa che la vittima sia lesbica, gay, bisessuale, trans o intersessuale; importa che chi commette la violenza abbia percepito la vittima come lesbica, gay, bisessuale, trans o intersessuale (ad esempio perché l’ha vista uscire da un locale normalmente frequentato da persone LGBTI).

I reati inclusi nella raccolta dati sono:

  • Omicidio o tentato omocidio.
  • Violenza fisica, ad esempio aggressione di grave o lieve entità, con o senza l’uso di armi, lettere esplosive, rapimento.
  • Aggressioni di carattere sessuale: stupro, molestie, abuso sessuale.
  • Minacce e violenza psicologica, sia scritta che orale, comportamenti persecutori, ricatti, diffamazione, bullismo, molestie.
  • Danneggiamento alla proprietà, come il deturpamento di veicoli, abitazioni, sedi di associazioni.

Oltre ai crimini – che sono reati puniti dal diritto penale – la raccolta dati include altri atti comunque motivati da odio per orientamento sessuale, identità di genere o espressione di genere che non costituiscono però reato, ovvero:

  •  Discorsi d’odio, quali ingiuria scritte o orali, destinate a una singola persona ma anche ad un gruppo generico, discorsi d’odio pubblici ad esempio veicolati da personaggi politici.
  •  Qualsiasi forma di discriminazione ovvero di disuguaglianza di trattamento, ad esempio licenziamento, negazione di accesso a servizi pubblici o commerciali.

Diversi tipi di atti (omicidio, violenza privata, ecc.) possono avvenire in molti luoghi compresi lo spazio pubblico, quello domestico (che caratterizza la violenza domestica) e all’interno di luoghi che sono sedi di servizi pubblici o di istituzioni (ad esempio ospedali).

Autori di questi reati o atti possono essere singoli o gruppi, persone private o pubblici ufficiali.