Glossario

Crimini o reati d’odio

I crimini d’odio sono reati motivati dal pregiudizio verso un particolare gruppo di persone. Tale pregiudizio può essere legato al genere, identità di genere, orientamento sessuale, etnia, religione, età o disabilità o altro.

Il reato d’odio comprende in sè due elementi distinti:

  • È un atto che costituisce reato in base al diritto penale, indipendentemente dalla motivazione dell’autore;
  • L’autore, commettendo il reato, agisce sulla base di un giudizio o di un pregiudizio.

Pertanto, chi commette un crimine d’odio individua la vittima sulla base della sua appartenenza (o presunta tale) ad un determinato gruppo.
Nei casi in cui il reato è rivolto al danneggiamento di una proprietà, questa viene scelta perchè associata ad un gruppo e può includere luoghi di culto, centri di comunità, veicoli o abitazioni.

Atti motivati dall’odio

Un atto motivato da odio o pregiudizio che non rientra nella casistica di reato d’odio, è definito “atto motivato da odio”. La portata del termine spazia dalle mere offese ad azioni illegali in cui il reato non è stato provato.
Sebbene gli atti motivati dall’odio non sempre rappresentino dei reati, spesso precedono, accompagnano o creano il contesto nel quale il reato d’odio si verifica.

Discorsi d’odio

Espressioni motivate da odio, che dimostrano o incoraggiano ostilità verso un gruppo o una persona appartenente a tale gruppo.
Dal momento che i discorsi d’odio possono incoraggiare o accompagnare i crimini o reati d’odio, i due concetti risultano correlati.

Percezione della vittima

La percezione della vittima (o del testimone) è il fattore che determina se il reato o altro atto debba essere trattato come atto d’odio. Una vittima di omofobia o transfobia può anche non appartenere alla comunità LGBTI. Ad esempio, un uomo eterosessuale che subisce molestie verbali all’uscita da un locale gay, percepisce l’offesa come motivata da omofobia anche se non è gay. Dunque, il fattore decisivo sta nella percezione della vittima o del testimone.

Pregiudizio o motivazione d’odio

Un reato o un atto motivato da pregiudizio o da odio può essere basato su una delle seguenti motivazioni: etnia, religione/fede, nazionalità, età, condizioni di disabilità, genere/sesso, orientamento sessuale, identità di genere, o altro.

Raccolta dati

Raccogliere dati significa stabilire quali informazioni sono necessarie e gli strumenti per acquisirle. Parti importanti di tale processo sono riportare i casi e monitorarli. Tra gli strumenti utilizzati ci sono le interviste, i sondaggi, i questionari, ecc.

Segnalazione dei crimini o altri atti motivati da odio

La segnalazione dei crimini o altri atti motivati da odio prevede che la polizia o le associazioni registrino i reati e gli atti motivati da odio riportati. Ciò implica prendere nota delle informazioni chiave relative a tali reati o atti; ad esempio quando e cosa è avvenuto.

Vittima di un reato o altro atto motivato da odio omofobico o transfobico

La vittima in questo caso è la persona che ha subito un atto – che può o meno costituire reato – percepito dalla vittima o da altre persone come motivato da pregiudizio o odio, a causa del suo reale o presunto orientamento sessuale, identità di genere o espressione di genere. La percezione della vittima o di altre persone è il fattore che definisce l’atto come motivato da omofobia o transfobia.

Vittimizzazione ripetuta

La vittima di un crimine o altro atto motivato d’odio può aver già subito tale reato in altre occasioni. Gli incidenti precedenti possono non essere stati denunciati alla polizia per molte ragioni e, pertanto, quando un incidente viene denunciato, può essere l’ultimo episodio di un percorso di vittimizzazione.

Vittimizzazione secondaria

Quando una persona vittima di un crimine o reato d’odio percepisce la mancanza di impegno o di comprensione da parte delle forze di polizia, questo può avere l’effetto di una vittimizzazione secondaria.

Fonte: ILGA-Europe’s Documentation & Advocacy Fund, Guidelines for grantees on how to monitor and report homophobic and transphobic hate crimes and incidents, 17th January 2013. Altre definizioni sono disponibile al seguente link